08/02/2010

la bellezza

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Di questi tempi sembra essere una rarità. Quasi scom­parsa. Prevale la bruttezza, la disarmonia, la mo­struosità. Si impone la sciatteria. L’ultramoderno. Spicca il cattivo gusto. La volgarità. Con tentacoli sparsi ovunque. Divertimento e spettacolo. Fatti ed eventi. Sen­timenti e relazioni. Chiese e città. Viviamo una storia di abbruttimento, di ombre, di decadenza. Siamo rimasti or­fani di bellezza e di poesia. Ma all'inizio non era così. "Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò" (Gen 1,27). Siamo usciti bel­li’ dalle mani di Dio. Con tutte le creature. Occorre ridi­ventare cultori della bellezza. Di una bellezza totale. Dello spirito e del corpo. Di Dio e degli uomini. Delle strutture e dei legami. Delle chiese e delle città. E ritornare a provare stupore. Sì, perché mentre la bruttezza inselvatichisce, la bellezza ingentilisce il cuore. Crea armonia interiore. Apre orizzonti di senso. Non ha bisogno di parole, ma di uomini e donne che si facciano segno, linguaggio bello’ che rinvia alla fonte della bellezza, a Colui che la Bibbia chiama au­tore della bellezza’ (Sap 13,3). Non sarà proprio questa ‘La bellezza che salverà il mondo?’ (Dostoevskij).

07/02/2010

Sotto quel dirupo

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La mia casa è sotto quel dirupo, ai margini di un fitto bosco; quattro assi, un piccolo fuoco, un misero giaciglio. Un giorno sei passato sul tortuoso sentiero che conduce alla mia casa e vedendomi mia hai detto: “Voglio venire a vivere con te!” Sbigottito ti ho risposto: “Perchè proprio con me? Poco oltre c’è un bellissimo rifugio: li troverai ristoro e un po’ di comodità; appena più in basso c’ è una graziosa villetta piena di fiori: li sentirai il profumo di mille fragranze e il dolce ronzare delle api. Perché ti vuoi fermare qui, ai margini di questo bosco?” Mi hai guardato con infinita dolcezza e prendendomi per mano mi hai sussurrato: “I rifugi hanno delle fondamenta, si sorreggono da soli; le ville hanno un padrone, non cadranno! Ma la tua casa senza un puntello cede, senza una luce resta avvolta nelle tenebre. Mi fermo qui, nel tuo disordine, tra queste mura sporche di caligine, tra questi abiti che odorano di una banale quotidianità. Da allora Tu sei sempre stato con me, la nostra casa è diventa la casa di tante persone sole che non sapevano dove andare, senza un tetto e un affetto da condividere. Adesso che sono lontano da quella casa, mi sento solo e inutile. Signore, ti prego, passa ancora sul mio sentiero, prendimi ancora con Te.