24/02/2012

La salsa sulla tovaglia

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La nobiltà dello spirito, rispetto a quella tradizionale del sangue, ha il van­taggio che uno se la può conferire da solo.

ROBERT MUSIL

Vi ricordate l'esilarante battuta di Totò: «Signori si nasce. E io lo nacqui!»? In realtà, non si nasce né signori né raffinati né insigni, lo si diventa con un serio esercizio. Si può ereditare per nascita di essere conti o marchesi, blasonati e patrizi: frutto di condizioni meramente estrinseche è appartenere alla classe aristocratica o plebea. La «nobiltà dello spirito>', come ammonisce Musil, è invece l'unica che ci conferiamo da soli con un impegno severo, anche nei piccoli com­portamenti. A quest'ultimo proposito mi viene in mente una battuta di un altro scrittore, Anton Cechov: «La signorilità vera non sta nel non versare la salsa sulla tovaglia, ma nel non mostrare di accorgersi se un altro lo fa». Il contegno, l'educazione, il rispetto sono valori che rivelano una classe che non è assegnata dai documenti anagrafici, ma che fiorisce da una finezza umana profonda.

 

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